Oggi siamo stati tra diversi Confini: lago/montagna, Lecco/Como, Modernità/Tradizione, Italia/Svizzera, Luce/oscurità, Sacro e profano e tutte le volte abbiamo attraversato inconsapevoli le differenze, i cambiamenti e le emozioni connesse ad ogni specifica caratteristica.

La partenza è stata questa volta abbastanza presto, come sempre dal Concessionario Honda Moto Perego di Dolzago, la strada infatti era molta ed il caldo era un insidioso compagno di guida e attenzione.
In meno di un’oretta eravamo “per mare” attraversando il Lario tra le due sponde per giungere velocemente a Cadenabbia ed iniziare il giro vero e proprio: prendere il traghetto fa sempre molto “viaggio” e ti sembra di andare chissà dove, anche se ti sposti di poche decine di Chilometri.



Da Menaggio ci siamo diretti subito in Val Cavargna, zona impervia e semi sconosciuta ricca di curve e tornanti per divertirsi in un infinito toboga di cambi di direzione; per molti era la prima volta alla scoperta di questa “Jurassic Park Comasca” lontano da lustrini e brillantini, ma rustica e autentica come 50 anni fa. La prima scoperta è stato il Museo della Valle, contenitore di ricordi e identità di questi paesi solivi strappati alle angustie di un territorio avaro e difficile.












Discesi di nuovo nella riccanza svizzera abbiamo fatto una pausa a Porlezza prima di visitare la seconda scoperta della giornata: le Grotte di Rescia, altra particolarità di queste zone. Dal caldo infernale di un ruggente giugno al freddo delle spelonche è stato come immergersi in un mondo nanesco di meraviglie e sorprese con una cascata finale di una cinquantina di metri, perfetta per le foto di Instagram.








Ma le sorprese non erano ancora finite, perchè dopo gustosi antipasti era il momento del piatto forte: la salita al Rifugio Venini, ovviamente attraverso un percorso sconosciuto e segreto, studiato apposta per i partecipanti per mettere a dura prova le capacità di guida e la fermezza dei nervi attraverso paesaggi insoliti e fuori dalle solite scontate direttrici mainstream. Folli tornanti, discese da brividi, carreggiate minuscole, sterrati, strade crivellate dal tempo, le abbiamo provate tutte per testare i nostri Tourer che hanno unanimamente conquistato la laurea in mototurismo. L’arrivo al Venini, spettacolare e panoramico è stato salutato come un corroborante sollievo dopo così tante mefistofeliche ed ardue prove di destrezza.





La sosta meritata ha permesso a tutti di recuperare un po le forze prima delle sorprese del pomeriggio che non sarebbero state da meno di quelle del mattino.
La prima tappa è stata a Pigra dove abbiamo potuto ammirare il salto della Funivia che sembra precipitare direttamente nel lago dalla cima della montagna, la secondo tappa è stata invece a Scaria, ad un passo dal confine svizzero.
Questo paesino all’apparenza disabitato e di veloce passaggio, ai più attenti rivela in realtà autentici capolavori dimenticati dell’arte settecentesca tra i quali la Chiesa di Santa Maria e il Cimitero dei Santi Nazario e Celso, affrescati dai fratelli Diego e Innocenzo Carloni, maestri del Roccocò di fama Europea.



La giornata volgeva al termine e complici chilometri, temperature e impegni dei partecipanti abbiamo preferito fare ritorno ognuno alle proprie case con la consapevolezza che dietro ogni angolo si può nascondere qualcosa di speciale ed inaspettato e che i confini che attraversiamo, a volte inavvertitamente, ci cambiano per sempre migliorando ed ampliando la nostra percezione della bellezza e complessità del mondo.












