
Il ciclo naturale dell’anno saluta una stagione per dare il benvenuto a quella successiva e l’uscita di ieri è staa di fatto la chiusura dell’estate 2026 e non poteva andare meglio.
Una notturna in moto, dopo quelle epiche dello Stelvio e della Sighignola è lo spartiacque tra le avventure estive e l’inizio della stagione delle uscite autunnali quindi un momento di passaggio molto importante.

L’estate 2026, torrida e implacabile ci ha visto visitare il Lago Resia, il Monte Avaro, Il Passo San Marco, il Vivione, il Gavia, lo Stelvio, Bernina, Fluela, Albula, la Lessinia, il Nivolet, il Santuario di Oropa, l’Ottovolante Svizzero, Spluga, San Bernardino e non so quali altri luoghi difficili da ricordare è finita e restano foto e ricordi per rivivere quelle magnifiche giornate.



Ieri sera eravamo in tanti alla partenza, alcuni inossidabili aficionados, ritorni dopo mesi di assenza e alcune persone nuove incuriosite dalla esperienza unica che è stata proposta, ma tutti accomunati dalla speranza di un momento speciale da ricordare per sempre, illuminato da una grande Luna materna che accoglieva ogni sensazione con autentica empatia.

Si parte puntuali direzione Porto di Clanezzo, gioiellino nascosto alla confluenza tra Val Imagna e Val Brembana, un luogo ricco i storia e fascino nascosto alla vista del traffico superficiale sopra i ponti di Sedrina; tutti sono rimasti stupiti dalla particolarità del posto e dall’atmosfera unica creata da una festa di matrimonio con canzoni festaiole e il silenzio di luoghi ammantati di storia.








Seconda Tappa a Selvino dopo strade sconosciute e deserte e anche con qualche brivido si sterrato; questa perla orobica, patria di Lara Magoni, dove il nostro arrivo ha creato un po di trambusto e sorpresa per la singolare iniziativa.
I tornanti prima a scendere verso Nembro e poi a salire verso il Passo Zambla hanno certificato le capacità tecniche dei partecipanti che non si sono tirati indietro a giocare di gas e inclinazione per godersi questa occasione esclusiva di una strada completamente libera per potersi divertire.
















L’arrivo in vetta però ha anche delimitato l’avventura notturnache ahimè avrebbe dovuto avere una fine come le più belle favole della nostra infanzia; si scende verso la civiltà e verso casa non prima di qualche inaspettato fuori programma per divertirsi ancora un pelino in più prima della fine.



I saluti orobici sono tra sorrisi e soddisfazione per l’ennesimo giro favoloso condiviso assieme; i più vanno a nanna a sognare il prossimo giro; ma c’è anche chi stanotte non vuole smettere di sognare e ha deciso che la notte è ancora troppo giovane per la propria fantasia.



