MERCOLEDI 2 LUGLIO >>>

Ieri ho fatto le Dolomiti classiche, invece oggi ho provato le Dolomiti da intenditore, una girandola infinita di passi meno conosciuti, ma non per questo meno spettacolari.

Si parte con il Passo Rolle:

La prima volta che l’ho fatto era il 2004 ed era il Passo della Foresta di Paneveggio, la foresta degli elfi; dopo il passaggio di Vaia è invece la prova che la Regina degli elfi non ci ha apprezzato molto e ha deciso di distruggere quello che ci aveva generosamente donato.

Si passa al Triplete: Cereda/ Forcella Aurine/ Duran:

Sono sempre un grande fan di ció che è meno conosciuto e questi 3 fratelli sono esattamente quello che cerco, paesaggi top, zero traffico, curve a go go e sensazione che sia tutto apparecchiato per una esclusiva scorpacciata di deliziosi passi.

Passiamo ora al capitolo Vajont.

Ammetto di esser stato sempre affascinato da questo luogo e da questa storia tipicamente italiana, mirabilmente descritta da Marco Paolini

Quindi essendo in zona ho voluto vedere con i miei occhi il luogo della tragedia e dell’orrore.

Premetto che non ho preparato la visita, non mi sono informato delle aperture e non ho programmato la mia visita pensando di visitare specificamente questo o quel museo o memoriale, ma la sensazione è…nascondere, negare, dimenticare. Tante volte mi è capitato di vedere questa cosa dopo notevoli disastri e puntualmente è successo anche per il Vajont; mi spiego…arrivando da Zoldo la diga la vedi subito di fronte a te e tutto sommato non sembra neanche granchè, allora ho deciso di andare verso Erto proprio sulla diga. La strada sale velocemente in costa, ma la gola della diga è praticamente inaccessibile, reti schermate impediscono di fermarsi a guardare la diga di fronte e si arriva ad una galleria a tempo che sembra fatta apposta per non farti fermare; arrivati dall’altra parte è tutto chiuso sprangato e anche chiamando non c’è nessuna visita programmata se non il sabato e la domenica. Scendo allora a Longarone, ma il museo è chiuso dalle 12.30 alle 15.00, quindi saltato anche questo perchè incompatibile con i tempi di chi viene da lontano. Resta l’amarezza di aver fatto un mare di strada per vedere qualcosa che forse era più nella mia mente che nella realtà di questa zona.

Dopo le delusioni del Vajont, avevo bisogno di un po di bellezza e la Forcella Staulanza faceva proprio al caso mio:

Queste zone sono davvero incantevoli e mi sarò fermato tremila mila volte a fotografare questo e quello scorcio, tutto fantastico e…incredibilmente mio perchè non c’era praticamente nessuno in queste zone al mio passaggio.

Arrivato a Selva di Cadore sono stato sommerso dai dubbi…quale passo fare ? Fedaia ? Pordoi ? Falzarego ? Valles ? Mah ?! In questi casi lascio fare alla moto, decida lei dove vuole andare, decida lei cosa vuol vedere e che strade fare…questa maledetta mi ha fatto fare Falzarego/ Valparola/ Campolongo/ Pordoi. Voleva stare ancora qua a divertirsi, girare, curvare, guardare con i suoi fari stupendi panorami e incredibili creste illuminate dal tramonto. Ovviamente l’ho accontentata perchè è sempre brava con me e (diciamoci la verità) anche a me piacevano tanto questi posti.

Non so neanche quanti chilometri abbiamo fatto, ma lasciamo le Dolomiti soddisfatti e contenti.

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