Verbano Top Secret

Ovviamente essendo un giro Top Secret utilizzeremo il nome in codice sconosciuto di come si chiama il Lago Maggiore, appunto “Verbano“.

Ma proveremo a raccontarvi di una giornata speciale in luoghi inediti di personaggi indomiti per oltre 350km di tornanti spaventosi e paesaggi spettacolari.

Siamo partiti come sempre dal Concessionario Honda Moto Perego di Dolzago per raggiungere i nostri amici varesini in quel di Castiglione Olona, prima perla artistica tutta da scoprire.

Da questo ritrovo ci siamo poi diretti a prendere il Traghetto per attraversare il Lago Maggiore, è sempre fantastico e avventuroso prendere un traghetto in oltre 30 moto per andare alla scoperta di terre sconosciute oltre confine.

Finalmente toccato il suolo piemontese sono iniziate le curve…..e che curve !!!!

Prima impresa: la conquista del Piancavallo (punto MPTT da conquistare): una salita superpanoramica intervallata da passaggi in boschi di rinnovate foglie iridescenti tutta per noi.

Arrivati in cima abbiamo fatto picnic sulla terrazza dominante il lago contornati da alianti festosi che continuavano a passare sopra le nostre teste per salutarci.

La discesa su Cannero è stata una vera sorpresa; innanzitutto perchè la strada era chiusa con mille segnali di divieto d’accesso, ma come spesso accade…non era vero !!!!

Infatti siamo scesi benissimo su un asfalto a tratti appena posato da operai che si erano dimenticati di togliere i cartelli.

Una picchiata di falco sui Castelli di Cannero dall’alto, tra alberi fioriti di tutti i colori e tornanti a toboga da fare tutto d’un fiato.

Sarebbe bastato già questo a rendere indimenticabile la giornata, ma l’impresa era ben lungi dal terminare perchè ci aspettava l’Università del tornante: Cannobina e Centovalli.

Difficile spiegare cosa sia questa strada a chi non l’ha mai fatta, basta solo il commento che si riceve da chi l’ha percorsa…..”Che bella !!!!”

Ma come sapete al giorno d’oggi l’università non basta e ci vuole il Master ! Abbiamo quindi scalato l’Alpe Neggia, autentica sfida finale per l’olimpo della guida alpina. Una strada difficile anche da descrivere…la definirei quasi – temporale – nel senso che percorrendola sembrava di tornare indietro nelle stagioni e nel tempo, come se quella montagna avesse il potere di riavvolgere all’indietro la nostra stessa esistenza.

Il ritorno è stato dolce e spensierato, come una grande vittoria e un impresa riuscita: soddisfazione e orgoglio per una delle giornate più impegnative ed emozionanti mai compiute.

Adesso andiamo al mare per riprenderci da tutte queste altezze !!!